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Paola Montonati

Paola Montonati (382)

Tra le varie attività artigiane della Valcuvia, la produzione di grandi organi musicali della fabbrica appartenente alla Famiglia Mascioni è davvero unica, qualcosa che si colloca tra industria e artigianato dando vita a strumenti straordinari. La lunga storia dei Mascioni iniziò nel 1829, quando Giacomo (1811-1896) aprì un modesto laboratorio nel borgo di Comacchio, una frazione di Cuvio, dedicandosi a riparazioni e accordature, con il sostegno dei due zii sacerdoti Giuseppe Antonio e Pasquale Antonio Mascioni, frati del Convento di Azzio. Giacomo si impegnò duramente e in poco tempo iniziarono a lavorare nella bottega anche i figli Anacleto, Bernardo e Gaspare, dalla riparazione si passò alla produzione, gli organi erano spesso spediti persino in Svizzera, dove si intrecciarono fruttuosi rapporti di lavoro durati fino a oggi. A dodici anni entrò in fabbrica Vincenzo (1871-1953), figlio di Bernardo, che divenne poi il direttore, mentre il fratello Enrico (1869-1935) si impegnò nel settore dell’amministrazione e pubblicità a Milano. Il cugino Virgilio (1877-1946), che…
Giovannino Guareschi, uomo della Bassa, nel corso della sua movimentata vita, è stato in parte emiliano, in parte milanese e insubre. Uno degli scrittori italiani più venduti nel mondo con oltre 20 milioni di copie, e uno dei più tradotti, grazie al personaggio di Don Camillo, il parroco che parla col Cristo in un paesino della Bassa reggiana, con avversario il sindaco comunista Peppone, diviso tra il lavoro nella sua officina e gli impegni della politica. Eppure questo scrittore, dalla vita tanto singolare e movimentata, negli ultimi anni della sua vita amava trascorrere le vacanze in una verde vallata del Canton Ticino, a Cademario. Guareschi nacque a Fontanelle, una frazione di Roccabianca, il 1 maggio 1908, in una famiglia della classe media. Il padre, Primo Augusto Guareschi, era uno stimato commerciante, mentre la madre, Lina Maghenzani, era la maestra elementare del paese. Finite le scuole superiori, si iscrisse all'Università di Parma ed entrò nel Convitto Maria…
Sulle verdi colline dell’Oltrepò Pavese, il piccolo borgo di Zavattarello, dominato dal suo castello, ha una storia antichissima da raccontare. La leggenda dice che Zavattarello fu il rifugio di alcuni disertori romani fuggiti dalla battaglia del Trebbia, vinta da Annibale nel 218 a.C, come conferma il ritrovamento di una necropoli romana, anche se altri reperti più antichi suggeriscono che il luogo fosse già abitato in precedenza. Si dice anche che, in tarda età romana e nel Medioevo, lavorassero nel paese molti calzolai, anzi, lo stesso nome di Zavattarello deriverebbe da un termine locale dell'epoca molto somigliante al moderno “zavaltée”.  L'importanza di Zavattarello nell'Alto Medioevo, soprattutto in ambito religioso, è evidente in un episodio del 929 quando, durante il viaggio per condurre le spoglie di S. Colombano a Pavia, i monaci di Bobbio sostarono per la prima notte nella chiesa di San Paolo, che in quell'occasione viene definita Pieve. Si deduce quindi che la chiesa esistesse in epoca molto…
Ignazio Silone, pseudonimo di Secondo Tranquilli, è stato uno degli scrittori italiani più conosciuti e letti. Nato a Pescina, nel cuore dell’Abruzzo montano, il 1 maggio 1900, secondogenito di Paolo, piccolo proprietario terriero, e di Marianna Delli Quadri, tessitrice. Ignazio visse l’infanzia nel paese natale abruzzese di Pescina, nella Marsica, per poi, dopo la morte del padre, iniziare gli studi ginnasiali nel locale seminario diocesano. Il 13 gennaio 1915 la Marsica fu rasa al suolo dallo spaventoso terremoto di Avezzano, quando morirono sotto le macerie, la madre di Silone e molti dei suoi fratelli, mentre Secondino si salvò con il fratello Romolo, il più piccolo della famiglia. Grazie a Don Luigi Orione, che si era molto prodigato per gli orfani del terremoto, Silone e il suo amico Mauro Amiconi poterono continuare gli studi presso un collegio di Sanremo. Così Silone ricorderà anni dopo l'incontro con Don Orione “Benché Don Orione…
Tra le colline dell’Oltrepò Pavese, passata Salice Terme, incontriamo la bella Varzi, ricchissima di testimonianze culturali e storiche, tra cui i resti del castello della famiglia Malaspina, signori del piccolo borgo dal Medioevo fino all’età napoleonica. Ma forse la sua fama è dovuta in gran parte al pregiatissimo salame, che ha ottenuto il marchio DOP ed è fatto con la parte migliore del maiale, allevato dai contadini in estate e macellato in autunno – inverno, per poi essere usato per le cene invernali oppure tenuto in salamoia. Davvero un’eccellenza nota in tutta Italia e non solo, ricca anche del sole e del profumo delle verdi colline che circondano quest’antico borgo. Sì, perché la storia di Varzi parte da molto, molto lontano. L'uomo visse nell'Oltrepò Pavese fin da tempi antichissimi, come dimostra la zona della valle Staffora con il ritrovamento, in più zone, di attrezzi e armi in pietra levigata dell’età…
“C'era una volta...  - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.  No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.  Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.  Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr'Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura”. Quando Geppetto, con un pezzo di legno, costruì Pinocchio, certo non immaginava che il burattino di legno avrebbe fatto così tanta strada. Monello, poco studioso e protagonista d’incredibili avventure, ha accompagnato generazioni di lettori, fatto sognare con la bellezza della…
Oggi, durante un viaggio in autostrada fermarsi in un Autogrill, consumare una colazione o uno spuntino, acquistare qualche prodotto diverso dal solito è davvero consueto e assolutamente scontato, ma da dove nasce e quando cominciò tutto questo? Incredibilmente tutto ebbe inizio dalla campagna pavese e dalla storia di un uomo che fondò la Pavesi, l’azienda dolciaria notissima per i Pavesini e diede il via ai primi Autogrill. Mario Pavesi nacque a Cilavegna, in provincia di Pavia, il 29 dicembre 1909, secondogenito di Luigi e Carolina Falzoni. Dopo aver venduto la piccola fabbrica di carri agricoli fondata dal padre, Luigi aveva aperto una panetteria in cui lavoravano la moglie e il primogenito Pietro, mentre Mario trascorreva gli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza impegnato in un negozio di tessuti a Mortara. Il giovane Pavesi venne poi assunto in qualità di commesso viaggiatore presso la Fratelli Terrani di Antonio, una torrefazione che…
L’ultimo giovedì di gennaio in Insubria è la sera della Gioebia, un’occasione di rivivere le tradizioni contadine e assaporare le sensazioni e i gusti di un tempo. Ma com’è nata la Gioebia e quali sono i suoi significati? La Gioebia assume nomi diversi a seconda della regione dove si vive, in Piemonte si dice Giobbia, nella Brianza e nella provincia di Como si parla di Giübiana o Gibiana, mentre altre varianti si discostano dal nome originario, come Zobiana o Giünee dalle parti di Plesio. Le origini della festa rimangono avvolte nel mistero, alcuni la collegano al culto di Giunone (da cui deriverebbe l'aggettivo Joviana) o dello stesso Giove (da cui ha origine l'aggettivo Giovia, quindi Giobia) per cui i contadini celebravano le feste d’inizio anno per propiziare le forze della natura e ottenere un buon raccolto. Secondo altri, la Gioebia fa riferimento ai tempi dell'Inquisizione, quando era diffusa la caccia alle streghe, una diversa ipotesi fa risalire questa…
“E vennero i Visigoti e poi gli Svevi, Borgognoni, Alani, Germani condotti da Rodagasio, poi ancora i Visigoti condotti da Alarico, poi Attila con gli Unni, poi Genserico con i Vandali, poi Odoacre cogli Eruli e Rugi, poi Teodorico con gli Ostrogoti, il cui regno durò in Italia dal 493 al 555, funestato negli ultimi 18 anni da una lunga guerra con i Greci, che rimasero padroni esosi d’Italia fino al 568 quando si ebbe l’invasione di un altro popolo barbaro, i Longobardi”. Con queste parole don Tunesi racconta le invasioni barbariche che, con l’inizio della decadenza dell’impero romano, verso il IV secolo d.C., cominciarono a susseguirsi, sempre più frequenti, anche in Valcuvia, terra ai margini dell’impero, che subì prima di molte altre le conseguenze delle scorrerie. Nel 712 Liutprando, re Longobardo, donò al monastero di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia alcune terre, questo è anche il primo…
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