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Luca Serra, scrittore on the road tra Varese e Glasgow

Scritto da Paola Montonati

Oggi vi voglio presentare un giovane scrittore di Varese.

Luca Serra è nato a Varese il 19 ottobre 1987.

In un giorno noioso del gennaio 2008, cominciò a scrivere un romanzo senza avere la benché minima idea della trama e da quel momento si appassionò alla scrittura e si dedicò a racconti brevi di genere fantastico e horror.

Nel 2010 fu premiato al concorso letterario Due campanili presso il museo MAGA di Gallarate e un anno dopo pubblicò il racconto Rosso pagliaccio per I Sognatori Editore.

Da quel momento si dedicò alla stesura di due romanzi di genere fantastico, ma ben presto si è innamorato dei romanzi di formazione.

Oggi Luca vive a Glasgow e lavora come traduttore italiano e redattore per Hilton Worldwide, ma ha sempre un debole per gli sbandati, come i personaggi di Eureka Street di Wilson e Trainspotting di Walsh.

Il sole in polvere del 2017 è il suo primo romanzo, editato presso la casa editrice 96, Rue de la fontaine Edizioni ed è candidato al Premio Augusta 2017, dove si può leggerne un estratto e, volendo, anche votarlo a questo link: http://associazioneaugusta.it/il-sole-in-polvere/

Ho avuto il piacere di porre alcune domande a Luca, ma prima qualche cenno sulla trama de Il sole in polvere: "A guardarla bene, la strada, fiancheggiata da lunghe collane di alberi, non era altro che un grande sentiero sul quale si muovevano storie. Più che uomini o donne, nomi, corpi e pesi, si muovevano storie". È una frase di questo magnifico libro on the road che riprende e rilancia un genere letterario caro ad almeno due generazioni di lettori. Un libro teso e vibrante, alla ricerca di ciò che è più importante, dopo la vita: “E poi la famiglia, i figli, la stabilità economica e tutto il resto, a discapito della libertà. Non so se ne vale la pena, capisci?”, dice uno dei due protagonisti. Perché “C'è sempre qualcuno da incontrare prima dell'orizzonte. Anche se non sappiamo ancora chi è, lo troveremo. E forse ci cambierà per sempre”. Ma, infine, ciò che salva davvero il personaggio narrante è una frase breve, summa del suo unico, totale amore per una donna: “Per favore, non cambiare mai”.

Com’è arrivato alla scrittura?

Sono arrivato alla scrittura dalla lettura, prima con romanzi horror e di genere fantastico, poi più narrativa classica e romanzi di formazione. La scrittura è arrivata soprattutto per dare sfogo alla voglia di evasione che avevo sopratutto qualche anno fa. Scrivendo si più viaggiare stando fermi e aiuta a fantasticare. All'inizio ho provato a scrivere dei racconti e un romanzo fantastico, i tentativi falliti non mancano, ma ho continuato anche spinto da qualche piccola soddisfazione nel corso degli anni.

Cosa vuol dire per lei scrivere?

Come ho già detto, inizialmente, lo vedevo come un modo per viaggiare e fantasticare, ora invece cerco di trasmettere qualche emozione, condividere la mia visione della vita e le mie riflessioni sul mondo in cui viviamo e sui rapporti con le altre persone. Non importa trovarsi d'accordo, ciò che conta è che le parole creino un dibattito. Quanto a me personalmente, trovo che la scrittura sia terapeutica, soprattutto in momenti in cui le cose non girano per il verso giusto.

Ha fatto delle ricerche sulla Louisiana per Il sole in polvere?

Non ho dovuto ricercare molto, perché il romanzo racconta le tappe di un viaggio On the road che ho fatto con un amico due anni fa, tra Texas e Louisiana. Molto arriva da li, dalle esperienze vissute davvero e dagli incontri lungo la strada.

Come mai ha deciso di spersonalizzare i due protagonisti del romanzo?

Perché, sebbene il romanzo sia ispirato a un mio viaggio, volevo che il lettore si sentisse libero di inserire il proprio nome al posto del protagonista, oppure al posto del co-protagonista, chiamato solo “il socio”. Attraverso il viaggio dei due personaggi, volevo raccontare emozioni, paure, gioie e sogni che tutti noi possiamo condividere. Volevo fare in modo che il romanzo non fosse legato esclusivamente al mio viaggio. Spero quindi che almeno nelle parole, questo possa essere il viaggio di tutti, o molti.

Che lavoro fa e com’è arrivato a Glasgow?

A Glasgow lavoro come editor e traduttore per Hilton. Ci sono arrivato dopo un periodo a Londra ed Edimburgo. Sono andato all'estero sopratutto per viaggiare e vivere nuove esperienze da cui trarre anche ispirazione per la scrittura. A Glasgow ci sono finito un po' per caso, per via del lavoro.

Ha in programma presentazioni in Italia?

Purtroppo no, vivendo all'estero mi risulta complicato organizzare presentazioni in Italia. Spero di farcela più avanti.

Verrà pubblicato anche in inglese?

Lo spero! Solo che lo sto traducendo per conto mio e quindi ci metto una vita!! non so se ce la farò mai...

Quali sono i suoi progetti futuri?

Avrei una mezza idea per un romanzo ambientato a Glasgow, perché è una città folle e offre molti spunti su cui raccontare. Però, appunto per ora è solo una mezza idea e devo pensarci su ancora un po'.

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