Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Varese celebra il Liberty e Sommaruga. Ne parliamo con Andrea Speziali

Scritto da Paola Montonati

Quest’anno Varese e Milano celebrano con una grande mostra Giuseppe Sommaruga, uno dei più noti protagonisti del liberty.

Lo stile Liberty può tranquillamente essere considerato la novità in campo artistico dei primi anni del 900; fu un gran cambiamento culturale e sociale in quegli anni. Questo stile nacque per differenziare la società: era infatti contraddistinto da elementi ricchi e le principali innovazioni a livello artistico furono la riscoperta delle radici culturali del romantico, del gotico e del rinascimento. Caratteristica principale di questo stile è la presenza, in quasi tutte le sue realizzazioni, del ferro battuto.

Il Liberty o Stile Floreale è una forma d’arte italiana trasversale, che deriva dall’Art Nouveau – si tratta fondamentalmente di uno stile decorativo, che trovò espressione in un’ampia gamma di forme artistiche, dall’architettura al design d’interni, dalla produzione di mobili alla grafica, dall’arte della lavorazione dei metalli e del vetro alla ceramica, dai disegni delle stoffe alle illustrazioni di libri, giornali e manifesti.

Cominciò ad affermarsi in Italia nell’ultimo ventennio del 1800 e fu lo stile più applicato fino all’inizio della prima guerra mondiale. In quegli anni si creò un nuovo linguaggio espressivo, un gusto che spesso improntava di sé tutte le arti, che rivalutava le linee curve, ispirate alle forme sinuose del mondo vegetale e combinate a elementi di fantasia.

“Stile Liberty” deriva dal nome dei magazzini londinesi di Arthur Lazenby Liberty, in cui erano venduti stampe e oggetti esotici che s’ispiravano a forme naturali e che diverranno tipiche di questa nuova corrente. Quando la società aprì una sua filiale in Italia, i suoi prodotti ebbero un tale successo che il nome identificò la nuova corrente stilistica fino a soppiantare il nome dato in precedenza. Allo Stile Liberty italiano corrispondono, nei diversi paesi europei, il Modernismo in Spagna, l’Art Nouveau in Francia e in Belgio, lo Jugendstil in Germania, il Modern Style o Art Decore in Inghilterra e il Secession Stil in Austria.

Lo stile Liberty in Italia interessa in modo particolare l’architettura di edifici e le decorazioni degli interni; oltre a Milano, altre due città s’impongono per il fiorire del Liberty: Torino e Palermo. A Torino, più legata alla Francia, il modello era l’Art Nouveau di Guimard, a Palermo invece il Liberty vi nacque e prosperò con una fisionomia speciale, intrisa di caratterizzazioni storiche arabizzanti, il suo massimo esponente fu l’architetto Ernesto Basile.

Varese, i laghi e il territorio circostante in generale sono un museo a cielo aperto del Liberty, dove Sommaruga lavorò e creò alcune delle sue opere più importanti.

Giuseppe Sommaruga (Milano 11 luglio 1867 – Milano 27 marzo 1917) era l’ultimo discendente di una famiglia di artigiani decoratori, divenne allievo di Camillo Boito all’Accademia di Brera, si mise alla ricerca di un’architettura capace di trovare se stessa, come l’architettura Liberty milanese tra Ottocento e Novecento, inaugurando una corrente modernista che condusse al caratteristico stile Liberty italiano.

Il Liberty arrivò anche a Varese, diventando il segnale di una scelta legata ai tempi nuovi, senza più rielaborare le forme del passato.

La prima apparizione del nuovo stile fu l’edificio industriale della fabbrica della Birra Poretti a Induno Olona.

Inoltre l’adiacente villa Magnani, progettata nel 1903 in posizione dominante rispetto alla fabbrica, fu al centro di un importante intervento da parte di Ulisse Stacchini, poi progettista della Stazione Centrale di Milano.

Dopo i lavori di Stacchini, a Varese comparvero l’ippodromo delle Bettole, la tramvia elettrica del Campo dei Fiori e della Valganna, oltre a decine e decine di ville, grandi e piccole, lussuose e modeste, tutte in stile Liberty, che contribuirono a fare di Varese un rinomato centro turistico.

Nel 1905 fu fondata la Società Grandi Alberghi per i lavori di una cittadella turistica sul Colle Campigli: il piazzale del Kursaal, il teatro, il Grand Hotel Palace furono collegati agevolmente con funicolare, per l’ospitalità, il divertimento, il gioco, lo sport, il turismo.

Il progetto venne affidato a Sommaruga, che arrivò a Varese nella fase matura della sua produzione, quando lo stile che lo caratterizzava era ormai noto e lavorò a opere come il complesso alberghiero del Campo dei Fiori, le ville sparse lungo i pendii del monte Tre Croci, il teatro, il Grand Hotel Palace su Colle Campigli, le stazioni del tram Varese–Ponte Tresa.

Lo studio Sommaruga–Macchi, insieme al capomastro Luigi de Grandi, titolare della maggiore impresa di costruzioni locale, modellò il nuovo volto varesino della “Belle epoque”, tra effetti imprevedibili di equilibrio compositivo, di luce ora lieve ora intensa, di accostamenti cromatici e di materiali.

Per la grande Esposizione Internazionale di Milano del 1906, Sommaruga disegnò i giardini della piazza d'Armi e la grande fontana che li ornava. Sommaruga sembra aver esercitato una grande influenza sulla formazione anche di un architetto innovativo, come il comasco Antonio Sant'Elia, infatti, molti elementi dinamici del futurismo furono anticipati nel Grand Hotel Campo dei Fiori di Varese. Alla fine della sua breve ma intensa carriera, Sommaruga divenne una personalità di spicco a Milano, era socio onorario e consigliere dell’Accademia di Brera, membro della commissione della Veneranda Fabbrica del Duomo, direttore didattico della Scuola di disegno di Canzo, presidente dell’Associazione degli Architetti Lombardi.

Negli ultimi anni fu membro del Consiglio Superiore di Belle Arti e primo presidente della Federazione Nazionale degli Architetti Italiani. Molto riservato, della sua vita privata si sa poco. Aveva due fratelli, Giovanni e Cesare, una moglie Adelina Volonteri da cui ebbe una figlia Elisa.

Il riccionese Andrea Speziali, classe 1988, è uno tra i più giovani esperti nel campo dell’Art Nouveau e del Liberty.

Ha studiato presso l’Istituto d’Arte F. Fellini a Riccione e, successivamente, all’Accademia di Belle Arti di Rimini, in seguito ha conseguito il dottorato all’Accademia di Belle Arti a Urbino.

Capace di passare dalla pittura alla scultura fino alla scrittura con originalità e creatività, Speziali nel 2011 ha ideato anche il progetto “Romagna Liberty” del quale ha curato la mostra e il catalogo; ha partecipato all’Affordable Art Fair di Amsterdam (27- 31 ottobre 2010), alla collettiva della galleria Wikiarte di Bologna (5 – 31 marzo 2011), alla 14^ Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Pechino (18 – 22 agosto 2011) nel complesso del World Trade Center e alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Padiglione ‘‘Italia’’ – a cura di Vittorio Sgarbi. Alla Biennale di Venezia Speziali ha proposto all’attenzione di tutti gli amanti dell'arte, una sua opera scultorea dal titolo “Totem Riccione”, un’imponente scultura realizzata nel 2009 e di ben 160 centimetri.

Per i tipi di Maggioli editore ha pubblicato nel 2010, "Una Stagione del Liberty a Riccione’’ incentrata sulla figura e l’opera di Mario Mirko Vucetich, una tra le più poliedriche figure del Novecento, di cui ha curato la grande mostra monografica al Castello di Marostica (2012) e ‘‘Il Novecento di Matteo Focaccia. Eclettico architetto tra Liberty e Razionalismo’’ (Risguardi 2013).

Nell’anno del Liberty (2014) ha proposto varie iniziative legate al tema come ‘’Italia Liberty’’ un portale web per censire le architetture Liberty nella penisola, l’itinerario ‘’Romagna Liberty in bicicletta’’ e la seconda edizione del Concorso Fotografico ITALIAN LIBERTY, collaborando con la grande mostra ‘‘LIBERTY. Uno stile per l’Italia moderna’’ allestita nel complesso dei Musei San Domenico a Forlì.

Ho avuto il piacere e l’opportunità di porre alcune domande ad Andrea Speziali, curatore con Vittorio Sgarbi della Mostra “Giuseppe Sommaruga, un protagonista del liberty”.

Che cosa l’ha spinta a interessarsi al mondo del Liberty e cosa l'affascina di più?

Sicuramente mi ha spinto ad avventurarmi in questa brillante corrente artistica che in Italia viene chiamata liberty, la creatività e l’ingegno degli artigiani architetti di quegli anni, tra il 1898 e il 1915.

Hanno saputo dare un’interpretazione originale a quelle che erano le opere d’arte che ritroviamo anche nei monumenti funebri e anche nei messaggi di grafica pubblicitaria dove il liberty prende maggior forza comunicativa con colori vivaci. In questo campo in particolare nelle opere di Augusto Majani, pittore, illustratore, caricaturista, cartellonista di cui ricorre il 150esimo della nascita, che sarà ricordato in una delle mostre che sto curando, che ha fatto un suo percorso artistico chiaramente d’impronta liberty. E' stato tra l'altro professore universitario di Giorgio Morandi.

Dobbiamo poi considerare il caso quasi unico che mi lega a villa Antonini a Riccione, quasi art decò, progettata da Mirko Vucetich di origine vicentina, che è riuscito a dare a questa villa tutta l’originalità del liberty prendendo spunto da una rilettura del barocco del Borronini.

Ricordo che una sera sono uscito e mi son visto davanti questa bellissima villa ricoperta d’edera con la facciata tutta ondulata, natura poco usuale per la città e quelle lanterne accese che sembravano galeoni spagnoli.

Una creatura così bella e originale ha catturato la mia attenzione, da qui sono riuscito a ricavarne, con un grande lavoro di ricerca, un saggio che è stato apprezzato dai professori, unitamente a quelle sull’architetto Vucetich che tra l’altro è lo stesso che ha curato realizzazione della scacchiera di Marostica.

Dobbiamo ricordare inoltre il grande lavoro sul maestro dei manifesti liberty Adolfo Hohenstein, padre del cartellonismo italiano. Opere particolari anche nell’arte funebre come al cimitero di Staglieno a Genova, a quello di Palermo e di Bologna di raffinata eleganza e bellezza.

Oggi non ci sono più questi capolavori, abbiamo una situazione artistica un po’ in ombra, con un’arte contemporanea sempre più folle.

Lei è nato e cresciuto a Riccione, c'è differenza tra il liberty della Riviera romagnola e quello insubre-lombardo?

L’art Nouveau è stata una grande corrente artistica, in ogni suo sviluppo territoriale ha avuto reazione artistica diversa, ma anche letteraria.

Dal nord a sud c’è una forte differenza, basti pensare l’opera di Basile paragonata a quella di Sommaruga di cui quest’anno si celebrano i 150 anni dalla nascita. Palazzo Castiglioni, (a Milano in Corso Venezia al civico 47), destò scandalo ai tempi, siamo nel 1903. Le figure femminili, delle cariatidi, allegorie della pace e dell’industria, erano donne prosperose e seminude. E il palazzo, ironicamente, venne ribattezzato “Cà di Ciapp”. Però fu importante per l’impronta del liberty milanese, sia nella cubatura, che nell’espressione delle cariatidi stesse.

Per luci, colori, soggetti, espressioni dei volti, invece quello che resta l’emblema del liberty è villa Ruggeri a Pesaro, un esempio unico.

Varese è una delle città più belle della Lombardia, ed anche una delle capitali del Liberty in Italia, quali sono i motivi che hanno portato a questo sviluppo?

Sicuramente le grandi esposizioni universali, come quella di Milano del 1906, hanno avuto la loro influenza. E' stata molto importante in Lombardia, con il centro principe del liberty che è sicuramente Milano, anche se questa corrente artistica ha avuto grandi capitali, in Piemonte con Torino, Palermo anche, Romagna con Rimini, ma anche Savona.

In centro Italia poco fermento e poche testimonianze, come il villino Gabrielli a Frascati, abbattuto da una bomba durante la guerra.

Certo quest’anno Milano ma anche Varese, con l’evento dedicato a Sommaruga, potrebbe attirare anche turisti stranieri e magari mettere in atto un format come quello di Barcellona e aprire al pubblico, dietro pagamento, anche edifici privati, per valorizzare il patrimonio in una collaborazione tra pubblico e privato.

Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d'Orta, dove si ha la migliore espressione dell'Art Nouveau e del Liberty?

Penso il Lago di Como. Purtroppo diversi edifici significativi sono stati abbattuti oppure versano in stato di forte degrado.

Se lei potesse stilare un tour liberty, in Lombardia, quali sarebbero le tappe?

Un tour virtuale partendo dal Palace Hotel di Varese, poi a Grand Hotel a Campo dei Fiori, girando per Varese, Milano, Como, Bergamo e altre città sono tappe importanti. Certamente il gigante resta il Grand Hotel in cima al Campo dei Fiori, proprio terminato nel 1912, nello stesso periodo in cui affondava un altro grande gigante, il Titanic, che anch’esso presentava arredi nello stesso stile liberty.

Se dovesse indicare una capitale liberty, per eccellenza?

La capitale del liberty è sicuramente Torino.

Quali sono le ville più belle in stile Liberty in Italia e in Europa?

Villa Ruggeri a Pesaro sta diventato molto famosa. Recentemente un post in cui ne parlavo, ha ottenuto più di 400.000 persone raggiunte, attirando anche l’interesse della critica internazionale. Importante è sicuramente il Grand Hotel al Campo dei Fiori, Palazzo Castiglioni a Milano, Villa Zanelli a Savona, che è un caso molto particolare.

Oggi versa in uno stato di degrado e di abbandono che ha destato anche l’attenzione del NY Times, che si è stupito come una villa così bella e importante a livello storico e culturale, fosse lasciata in uno stato così deplorevole. A tutt’oggi come Italia liberty, siamo riusciti a interessare e sollecitare la regione Liguria per la sua tutela. Nello scorso mese di febbraio, infatti, sono stati stanziati 5 milioni del Fondo strategico regionale riservato alle infrastrutture, e una parte sarà proprio destinata alla riqualificazione del fronte mare della villa.

La Stazione Centrale di Milano, secondo lei, è da considerarsi l’ultimo capolavoro del Liberty in Lombardia?

La Stazione Centrale di Milano non è già più liberty, è art deco. E' sicuramente un monumento storico importante, ma quello non è già più da considerarsi liberty in senso proprio.

Giuseppe Sommaruga è stato uno dei più noti architetti Liberty italiani, ma di lui si sa molto poco ed è stato dimenticato come mai secondo lei c’è questa lacuna?

Sicuramente la sua bibliografia è molto ridotta. Dopo la monografia del 1982, ora sto preparando e s anche cercando un editore per “Giuseppe Sommaruga un protagonista del liberty”, una monografia di 380 pagine dedicata alla sua vita e alle sue opere.

Come ha strutturato la mostra su Giuseppe Sommaruga, seguendo un criterio cronologico o tematico?

Entrambe, sia cronologico per mostrare il percorso delle sue opere partendo dai concorsi per il palazzo del Parlamento a Roma fino ad arrivare alle ville delle committenze della famiglia Cirla a Milano e Lanzo d'Intelvi, passando per Sarnico con le opere per la famiglia Faccanoni.

Secondo lei alcuni edifici, abbandonati da tempo come per esempio il Grand Hotel del Campo dei Fiori, possono essere recuperati, nella loro forma e struttura? E come sarebbe meglio destinarli?

Sicuramente il Grand Hotel del Campo dei Fiori, nasce per avere una sua linea, una sua vita, ed è un delitto trasformarlo in abitazioni. L’idea che racconta merita di essere recuperata. Poi ci sono altre ville a Savona che devono essere recuperate, come un museo del liberty italiano.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Sicuramente mi piacerebbe diventare assessore della cultura nella mia Riccione, sono in lista con Riccione Viva in coalizione con il Partito Civico per fare del bene alla città e penso che con tutti i progetti che ho presentato e il catalogo delle mostre, si potrà ridare la giusta identità alla città come uno dei simboli del liberty.  

 

Letto 1232 volte

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti