Claudio for Expo

ICH Sicav

 

Emanuela Trevisan

Emanuela Trevisan (39)

C’è sempre da imparare, scoprire cose nuove, una sorta di pane quotidiano per una curiosa come me, soprattutto quando queste scoperte in un certo senso coinvolgono i miei interessi. Tutto ha inizio guardando l’edizione delle 20:00 di domenica sera del telegiornale della RSI, la televisione della Svizzera italiana. Trasmettono un servizio su ll luogo perfetto per gli scrittori , nonché la Casa della Scrittura, una moderna costruzione che sorge nei pressi di Montricher ai piedi del Giura nel Canton Vaud. La struttura, che ricorda tante piccole case sull’albero sostenute da una fitta vegetazione tropicale, è opera dell’architetto svizzero Vincent Mangeat di Nyon, può piacere o meno, ma senz’altro non passa inosservata. E’ la sede della Fondazione Jan Michalski  che ospita anche una biblioteca che si sviluppa su 5 piani dove si trovano 85.000 testi dedicati alla letteratura, alla pittura, alla fotografia, raccolta multilingue voluta dal suo fondatore che dà il nome alla Fondazione che, dopo la sua prematura scomparsa,…
Chissà quante persone custodiscono fotografie come questa, ricordi indelebili che fanno parte della storia delle nostre famiglie. Scattata in Cirenaica, ritrae i miei nonni Ida e Antonio che posano con i loro figli, Antonietta e Rodolfo i maggiori, Gerardo, Romualdo, Gaetano (mio papà) e la piccola Agnese, l’ultimo ricordo di una famiglia  unita scattato poco prima che qualche giorno più tardi, il 7 giugno 1940 i quattro ragazzi più giovani venissero portati a Tripoli e quindi imbarcati su una delle tante navi in partenza alla volta di Napoli con a bordo i figli di quei coloni che  lasciarono la loro terra per trasferirsi in Libia. Vi sbarcarono tre giorni dopo, proprio quando ebbe inizio la seconda guerra mondiale e quelle migliaia di bambini e ragazzi (circa 13.000) vennero rapidamente smistati nelle varie colonie della Gioventù Italiana del Littorio, dove vi rimasero fino alla fine del conflitto bellico. Mio padre e la…
Capita di volersi mettere in gioco per il prossimo. Anziché optare per un’associazione di volontariato o dare una mano in un rifugio per animali abbandonati, scelgo di fare qualcosa per il mio paesello di 3000 anime, pensando che in una così piccola comunità esiste ancora quella politica, così come venne concepita da Aristotele. Entro nella squadra di un candidato sindaco donna nella quale ripongo tutta la mia fiducia, una lista dove primeggiano le quote rosa. Mi impegno con molta determinazione e già in campagna elettorale mi presento ai concittadini come paladina della cultura, la parlantina non mi manca e tanto meno mi spaventa parlare in pubblico. La lista vince ed anch’io vengo premiata, entro nel consiglio comunale con delega alla comunicazione e a quella cultura in cui ho sempre creduto. Piano piano mi accorgo che anche in un piccolo paese la politica ha ben poco da spartire con il pensiero di Aristotele, bensì scimmiotta…
E arrivò anche il giorno in cui mi toccò partecipare ad un corso motivazionale organizzato ovviamente dall’azienda per cui lavoro. Ormai è risaputo che quella globalizzazione che doveva essere la panacea per tutto il mondo, in realtà ha messo in ginocchio l’occidente e soprattutto l’industria italiana che si trova in una posizione di scarsa competitività rispetto al mercato asiatico, dove i salari sono più bassi e soprattutto la produttività ha livelli molto alti. Non voglio entrare nel merito di come lavorano e vengono retribuiti i cinesi, piuttosto che gli indiani, ma sta di fatto che se le aziende italiane vogliono riappropriarsi di quella grossa fetta di mercato persa ed uscire dal limbo della crisi, qualcosa bisogna fare. Se fossi imprenditore la prima mossa che farei è quella di motivare i miei collaboratori a migliorare la produttività senza metter mano al portafoglio, mettendo tutti nel calderone per non creare dissapori, sperando che…
Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario di una sorta di appropriazione indebita tentata dalla Svizzera nei confronti del nostro paese. L’oggetto del contendere era l’ingrediente forse più popolare della nostra cucina, lo spaghetto, tanto apprezzato anche a quei tempi in tutta Europa, cosa che ingolosì gli elvetici al punto di spingerli a volerlo produrre e esportarlo a loro volta nel Regno Unito. Ovviamente il territorio del piccolo stato d’Oltralpe non si prestava alla coltivazione del grano, ma l’ingegno del popolo rossocrociato è ben noto e quindi fu così che decisero di piantare gli alberi degli spaghetti proprio nel Canton Ticino, quello di lingua italiana e confinante con Piemonte e Lombardia. Il microclima dovuto alla presenza dei due grandi laghi del cantone e tra l’altro condivisi con l’Italia, il Maggiore e il Ceresio, diede una mano alla coltivazione di questi alberi che presto cominciarono a dare i propri frutti, quei lunghi spaghetti che venivano facilmente…
Pubblichiamo l’interessante e pregnante intervento politico di Emanuela Trevisan che, oltre ad alcune considerazioni generali, pone questioni specifiche e formula domande che chiamano in causa direttamente il nostro editore Claudio Bollentini che risponde in calce all’articolo (n.d.r.). Non ho ancora smaltito l'amarezza per i risultati dei ballottaggi di Milano e soprattutto di Varese, ho già fatto le mie considerazioni su chi ritengo siano i veri perdenti e ritengo sia arrivato il momento di guardare avanti e ragionare sul futuro del territorio insubre. Quest'oggi nel suo editoriale (ieri, n.d.r.) su La Bìssa dell'Insubria Claudio Bollentini ha fatto una fotografia pressoché perfetta del quadro politico uscito da queste consultazioni elettorali ed altrettanto azzeccate sono le considerazioni di Gianni Spartà (sempre su la Bissa). Entrambi hanno scritto sacrosante verità che lasciano l'amaro in bocca soprattutto a quelle persone che per oltre un quarto di secolo hanno creduto nella Lega Lombarda prima e Lega…
Sicuramente ti sarai sentito rinnegato, oltre che amareggiato, per questa sconfitta che ha il sapore di un tradimento da parte di quei 1113 elettori che hanno disertato le urne del ballottaggio, oppure per uno strano cambio di rotta hanno preferito dare il proprio consenso a Galimberti. Non hai sbagliato nulla nella tua personale campagna elettorale, anche se questa amara sconfitta ti potrebbe far sorgere qualche dubbio. Ti sei presentato con la tua faccia pulita, parlando con schiettezza ai varesini col cör in man, senza fare promesse che non avresti potuto mantenere e che sarebbero state solo uno specchietto per le allodole. Tu comunque ne esci vincitore, perché alla tua prima candidatura hai ottenuto un buon risultato anche se non ti ha portato a sedere sulla poltrona di Palazzo Estense,  gli sconfitti sono ben altri. Quegli elettori di cui sopra che non ti hanno riconfermato la fiducia, quei 32.674 che non hanno votato al ballottaggio…
I varesini nel weekend si saranno sicuramente accorti del cartello “io sto con Paolo” che militanti, amici, futuri consiglieri comunali esibivano intorno ai gazebi della propaganda elettorale nelle piazze e vie della città. Il Paolo in questione è ovviamente Orrigoni, candidato sindaco del centrodestra ed impegnato domenica prossima nel ballottaggio contro Davide Galimberti del centrosinistra. Ma anche la cosiddetta blogosfera non scherza, endorsement più o meno marcati li leggiamo facilmente ovunque, per non parlare dei social. Scegliamo tra i blogger Emanuela Trevisan, amica e già collaboratrice di Orrigoni e pubblichiamo con piacere qui di seguito il suo contributo (n.d.r.). Domani (oggi, n.d.r.) inizierà la settimana che condurrà al rush finale per assegnare la poltrona di primo cittadino della Città Giardino. Se la giocheranno Paolo Orrigoni, centro destra e Davide Galimberti, bandiera di quel PD che sta cominciando a diventare indigesto a molti italiani. Il futuro di Varese è più che…
Salgo in auto per recarmi al lavoro, accendo l'autoradio, passa una canzone per me nuova e mi colpisce la prima frase:  E di colpo avere 30 annisentirne il morso sul culo e convincerti che sei uno dei tantidi quella generazione cresciuta dalla televisionefiglia di un ventennio di ruberie sotto il sole La musica è gradevole nonostante sia la prima volta che l'ascolto, di solito devo sentirla almeno un paio di volte per apprezzarne la melodia, ma voglio prestare più attenzione al testo, altre parole che mi colpiscono: E di colpo salutare gli amici che vivono all'estero e dicono di essere più felici e forse lo sono o è solo un modo dei tanti di nascondere il sangue, il dolore e i pugni nei denti  Intanto sul display dell'autoradio compare il titolo della canzone Io non mi privo ed il nome dell'autore Paolo Simoni, classe 1985, che ha ben fotografato il…
Pagina 1 di 3

Claudio for Expo

ICH Sicav

 

 

 

 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Scrivi alla Redazione

Puoi scriverci al seguente indirizzo:

bollentini@labissa.com

 

 

 

Seguici anche su:

Realizzato da: Cmc Informatica e Comunicandoti